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Giro del Monterosso – Sudore e Dolore

fotografie-0001Quanto è importante l’esperienza sia nella corsa come nella vita. Ed il compagno di squadra Paolo Proserpio per quanto riguarda l’esperienza in corse di montagna ne ha da vendere. Mercoledì a Maggiate gli avevo detto che volevo partecipare al Giro del Monterosso, gara Fidal di corsa in montagna con partenza da Verbania, e lui per più volte mi aveva detto di non andarci perchè la discesa è pericolosa. Sono caduto per ben 2 volte in quella gara dove ci sono sassi, rocce e radici in discesa, mi aveva detto. Ma si sa che l’esperienza si guadagna col tempo e con le…botte.

Visto che non pioveva mi son detto che potevo andare e, senza ascoltare il consiglio del buon Proserpio, mi sono presentato allo stadio comunale di Verbania ricco di aspettative ed entusiasta nel guardare la cartina ed il profilo altimetrico della gara: 12,5km per 608 m totali di dislivello in salita ed altrettanti in discesa.

La partenza avviene alle 9.00 in punto e per 1 km si procede su asfalto per uscire dal centro di verbania. Poi svolta a destra ed inizia la salita prima su asfalto, già molto pendente e poi su una scalinata in terra. Davanti si sono già messi i pretendenti alla vittoria con Rolando Piana della Genzianella, Scrimaglia Mattia (G.S. Bognanco) e Alberto Gramegna (Caddese) a tirare il gruppo. Lentamente aumentano i distacchi. Io mi trovo in 6-7 posizione salendo del mio passo alternandomi con un compagno di avventura. La strada sale molto ripida alterfotografie-0002nando tratti di sentierini e rocce a tratti più corribili di mulatiere. Le gambe iniziano a dolere per lo sforzo e quando l’atleta davanti si mette a camminare anche io cammino e appena riprende a correre anche io riprendo a correre. Si prosegue con affanno ma controllo bene la fatica. Poco prima della cima del Monterosso raggiungiamo un corridore e scollino in 5° posizione. Ed ecco che inizia la tanto temuta discesa. Mi riprometto di farla con estrema attenzione e di rallentare se il tracciato diventa pericoloso. Subito 3 atleti che avevo dietro si gettano a tutta ed io dietro ma immediatamente rallento per non sfracellarmi contro un albero. Il tracciato in effetti è molto disconnesso e pieno di salti tra rocce inclinate bagnate dall’acqua e radici. Rallento pensando di recuperare nel tratto successivo di salita. Ma rallentando troppo non vedo più gli atleti davanti e ad un bivio tiro dritto. Solo le urla degli atleti dietro mi avvertono dello sbaglio e retromarcia. Altre 3 posizioni perse. Non mi sta bene e prendo la discesa con più audacia ma il tratto è veramente brutto e più di una volta rischio di volare. Poi, senza neppure accorgermi, mi trovo davanti una grossa lastra di pietra bagnata su cui bisogna passare e non c’è più il tempo di rallentare. Il piede scivola. Cerco di controllare. Mi sento cadere. Mi alzo in volo girandomi su me stesso ed in una visuale confusa atterro sulla pietra col gomito e con la schiena. Il colpo mi fa rimbalzare e mi ritrovo in piedi a correre, stordito. Lentamente rallento ed il dolore aumenta. Corrichiando cerco di controllare piana-rolandoi danni e noto un bel pò di sangue che scende dal gomito e già impregna tutto l’avanbraccio e la mano destra. Mi fermo a pulirmi nell’erba mentre altri corridori mi sorpassano chiedendomi se va tutto bene. Riprendo a correre ma piano piano stando attento ad ogni singolo passo. Ogni pietra ora mi fa paura. Trovo un ruscello e mi fermo un minuto a pulirmi le ferite. Riparto ancora. Ormai la gara è andata e proseguo tranquillo lungo la pericolosa discesa. Ogni tanto qualcuno mi supera a doppia velocità lanciandosi tra rocce bagnate e fango. Io a malapena mi reggo in piedi!!! Arriva di nuovo la salita e la prendo come un allenamento spingendo un pò per poi camminare di nuovo in discesa. Finalmente si ritorna sull’amato asfalto piatto e poi sull’erba del campo. Arrivo. Dopo tutto questo trambusto sono arrivato lo stesso 20° su 140 partecipanti e 5° di categoria.

Ora sto scrivendo con la mano sinistra perchè il gomito destro è una palla con un buco all’interno che fa fatica a muoversi. Però questa giornata non è tutta da buttare. Questa è una giornata in cui ho acquisito esperienza, forse nel modo più doloroso, ma sempre esperienza. 

Per la cronaca la gara è stata vinta da Rolando Piana in 54’14″su Gramegna Alberto (55’47”) e Tabacchi Massimo (57’30”).

Tra le donne è Mora Cecilia della Caddese a trionfare su un percorso più corto in 47’40”. Completano il podio Matli Arianna (Caddese) in 49’52” e Michela Piana (Bognanco G.S) in 50’07”.

Per la classifica completa cliccate QUI

Ciao e speriamo di riprenderci in fretta…

 

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4 Risposte a “Giro del Monterosso – Sudore e Dolore”

  1. Scusami ma non potevo fare a meno di commentare questo intervento: ora come farai alla Decathlon a lavorare con un braccio inutilizzabile? Mi è piaciuto molto quando hai descritto la tua caduta: mi sembrava di rivedere una scena di Matrix! Scherzi a parte, complimentoni. PS. Non sapevo che Proserpio avesse un coniglio parlante (riga 14)… buone gare!

  2. Il coniglio di Proserpio si è ritrasformato in consiglio. In effetti le cadute avvengono sempre a rallentatore e si riesce ad osservarle come dall’esterno per poi riscriverle con precisione. Comunque alla fine sono andato al pronto soccorso e mi hanno dato almeno 7 giorni di malattia: mi è venuta una borsite da trauma al gomito ed ora devo stare immobile prendendo antibiotici e antinfiammatori.
    Da ora solo gare in salita…
    Ciao Max

  3. Come si dice in questi casi: quello che non ti uccide ti fortifica!

    Ti faccio i miei migliori auguri di pronta guarigione.
    A presto.
    Ciaooo

  4. Grazie Beppe. Spero proprio di guarire presto perchè sono appena due giorni che non corro e ne sento già la nostalgia.

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