Campo dei Fiori Trail 2018

Saliamo per di qua“, disse Don Giovanni a un centinaio di bambinelli che impressionati guardavano quella infinita schiera di gradini perdersi nelle sterpaglie verso l’alto. Era stato parecchi anni prima in una gita con l’oratorio estivo e forse era stata la prima volta che salivo i gradini della vecchia funicolare. Sempre che prima non ci fossi già andato col mio papà in una di quelle gite domenicali di quando non esistevano ancora i centri commerciali. Poi ricordo di esserci stato da solo ai tempi dell’università. Avevo iniziato la tesi di geologia rilevando proprio le rocce sedimentarie che costeggiano la funicolare per poi dirottare i miei studi una quarantina di km più a ovest sulle rocce granitiche del Mottarone.

Ora invece ci sto salendo di corsa, o meglio dire camminando. Sono un bagno di sudore ed il caldo mi da alla testa. Ma non perdo il ritmo. Uno due, uno due. Conto i gradini che ormai conosco a memoria. Sorseggio dalla borraccia che ho in mano. Sento le voci di alcuni tifosi. Sono quasi a metà. Alzo la testa e Cadel Evans è un centinaio di metri sopra di me.

Sabato 22 settembre 2018 – Gavirate (VA) – E’ il terzo anno di fila che partecipo a questo Trail nella distanza dei 25 km. L’anno scorso era stato campionato Italiano mentre quest’anno solo la distanza dei 65 km mette in palio il tricolore e la sfida dei due amici Macchi-Rinaldi infiamma il pubblico già dalle prime luci dell’alba.

Io decido di prendermela con più calma rispetto all’edizione passata anche perchè la partenza posticipata alle 10.15 rende la corsa più calda. Nel primo tratto di asfalto che porta dal Lago di Varese fino ai cancelli del Parco Morselli mi trovo intorno alla 15°-20° posizione e salgo col mio passo. Poi inizia lo sterrato e pian piano risalgo le posizioni superando gli amici Basoli e Mora fino all’imbocco del Sentiero 10 (4° km di gara e 300m D+ fatti) dove mi trovo in 6° posizione. Qui avrei voluto correre i 5 km del sentiero 10 che portano a Velate con più calma ma poco avanti a me vedo avanzare di corsa uno di quei miti del ciclismo che fino a pochi anni prima ammiravo e tifavo dal divano di casa. Campione del mondo di ciclismo, vincitore del Tour de France, a podio nel Giro e nella Vuelta e vincitore della coppa del mondo di Cross Country. Non posso di certo perdermi questa occasione.

Aumento il ritmo e mi porto al fianco di Cadel Evans. Lo guardo ed è strano che tra tutti i 1000 e passa partecipanti a questo trail debba capitare proprio a me l’onore di correrci assieme e battagliare per qualche km. “Forza Cadel” e assieme aumentiamo ancora il ritmo ben al di sotto dei 4′ al km. Poi mi avvantaggio un poco arrivando al ristoro di Velate dove mi fermo a riempire la borraccia che stringo in mano. Fa già troppo caldo. Mi rinfresco e riparto verso l’alto. Perchè da ora in poi si guarderà solo dal basso verso l’alto. Siamo al 10° km e la gara inizia solo ora.

Il Monte San Francesco era un “mio” sentiero segreto fino a qualche anno fa quando il Campo dei Fiori Trail lo ha fatto conoscere a tanti. Nonostante questo ogni volta che ci passo in allenamento mi capita sempre di incontrare un cinghiale o un capriolo, mai un essere umano. La salita è ripida ed il fondo iniziale scavato dai temporali estivi. Ma salgo correndo a piccoli passi col sudore che impregna la canotta. A metà salita mi raggiunge Cadel. Ha un passo potente e con quattro-cinque zampate mi stacca.

Altro tifo al termine del sentiero ma non si può rifiatare perchè inizia lei, la vecchia funicolare. Qui correre è controproducente oltre che infattibile se non per alcuni tratti. E allora si sale camminando e sudando e sperando che termini in fretta anche se c’è un certo piacere in questa fatica. Per fortuna i crampi che un anno fa mi stavano già tormentando ora non si sono ancora fatti vivi. Per distrarmi penso allo stupore che un secolo prima dovevano provare le persone nel salire all’interno dei due treni che collegavano la stazione del Vellone al Grande Hotel. I vestiti di un tempo, i problemi di allora, gli innamorati e poi i feriti che in tempo di guerra venivano portati su al grande albergo adattato ad ospedale.

Campanacci, foto e siamo arrivati in cima alla scalinata con lo stesso tempo al secondo di un anno fa quando in teoria pensavo di averla corsa più forte. Gira a sinistra, gira a destra e via verso un’altra scalinata, quella del cielo. E qui mi vengono a ritrovare i miei amici crampi con cui avrò a che fare per alcuni km. Nel frattempo mi raggiunge Davide Cheraz, il primo della 45 km partita 2h prima di noi. Salgo la scala del cielo per metà gustandomi il panorama della vallata sottostante e per metà gestendo i crampi.

Poi la corsa si arrampica lungo la palestra di roccia con altro tifo del volontari per poi scendere e risalire subito alle 3 Crocette e scendere di nuovo verso la pensione Irma dove altri campanacci della Giovanna e della Gilda mi incitano. Anche qui mi fermo a riempire di nuovo la borraccia di sali. E riparto all’inseguimento di Evans e Cheraz sempre 100 m avanti a me.

Il caldo mi sta uccidendo ma non mollo. Ora è principalmente in pianura o discesa. Anche se prima bisogna ancora salire verso la Punta di Mezzo, il punto più alto del Trail (intorno al 16° km). Un saluto veloce al vento che porta con se l’amico Fabio e via lungo la cresta stretta e affascinante del Campo dei Fiori. Qui mi fermo alcuni secondi ad ammirare il panorama. Respiro a pieni polmoni e riprendo con più forza. Discesa tecnica e di nuovo a correre sul sentiero verso il Forte di Orino dove mi fermo ancora a riempire la borraccia per l’ultima volta. Ora è tutta discesa. Quella bella tecnica come piace a me. 7 km giù in picchiata verso il lago.

Nei primi 200m di discesa raggiungo e supero subito sia Cheraz, probabilmente stanco per i tanti km corsi, sia Evans che in discesa non vuole rischiare e mi lancio tra i miei boschi. Il primo tratto lo faccio bene in spinta giocando con le rocce e con le piante. Poi una volta rassicuratomi del 5° posto rallento godendomi i sentieri più calmi e dolci e l’ultimo tratto di asfalto fino a tagliare il traguardo sul lungolago di Gavirate tra gli applausi degli amici.

Quinto un anno fa e quinto anche quest’anno col tempo di 2h23′. E non posso che fare i complimenti agli organizzatori di questa manifestazione per come la stanno facendo crescere e sopratutto per non avere limiti nel sognare in grande!

CLASSIFICA 25 km (1200m D+)

UOMINI: 1° Gabriele Bacchion, 2° Gianpietro Barattin, 3° Simone Diviggiano, 4° Massimiliano Corti, 5° Matteo Raimondi

DONNE: 1° Bianca Morvillo, 2° Elisabetta Di Gregorio, 3° Carla Giuseppina Corti, 4° Lia Maria Pozzi, 5° Maria Laura Uboldi

CLASSIFICA COMPLETA varie distanze

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    4 commenti su “Campo dei Fiori Trail 2018

    1. Grazie Matteo! Veterano della prima ora del CFT e poeta nel raccontare le tue gare!
      Ci vediamo alla prossima edizione dove ovviamente saremo costretti a confermare la 25K 🙂

    2. Roberto il said:

      …Un saluto veloce al vento che porta con se l’amico Fabio …

      Grazie Matteo, mi hai fatto emozionare: Fabio sempre nel cuore.

      Buone corse Ragazzo.

      Roberto

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