Pensieri di un corridore notturno

Ho imparato ad amare la notte attraversandola di corsa. A volte in compagnia a volte in perfetta solitudine come questa sera, su verso le cime. Il corpo che sale e sbuffa immerso in questo frammento di universo che illuminato traballa davanti agli occhi e tutto attorno il buio più profondo. Non c’è tempo che scorre la notte ma solo pensieri che rotolano rimbalzando in questa sfera di luce. E si sale nel silenzio del bosco, nella notte più buia. Attorno solo guizzi d’occhi, scricchiolii di vento e di tanto in tanto qualche cinghiale a perforare la nera parete entrando prepotente con la sua mole nel mio mondo di luce.

Ma non c’è paura perchè correre la notte è un po’ come pregare e pregando non si è mai soli. E poi la vetta che si spalanca, al limite del pianto, con la pianura illuminata ai miei piedi, il cielo stellato sopra la testa ed io nel mezzo…

E l’anima s’alza a contemplar le stelle mentre il corpo riposa stanco sulle pietre. Il tempo passa ma non lo dice.

A volte… a volte non ne hai nostalgia?” bisbigliò pian piano l’anima. Il corpo sbuffò. “Di cosa? Delle stelle!?L’anima non distolse lo sguardo dal cielo. “Non delle stelle ma di Chi vi è sopra le stelle…

Stronzate!” Tagliò corto il corpo sudato. Ma l’anima non ci badò e continuò a pensare ad alta voce con le parole portate via dal vento della vetta. “Nostalgia di quando eravamo bambini, di quando parlavamo sicuri con Lui… ogni tanto mi capita di ricordarlo, credo di ricordarlo, sì, ne sono convinta… ma poi svanisce e io mi perdo ancora...”

Il corpo borbottò ma non replicò. Con la coda dell’occhio alzò lo sguardo al cielo e sospirando si alzò. “Andiamo! E’ ora di tornare“. Ma prima di riaccendere la pila frontale non mancò di accarezzare con dolcezza l’anima.

E poi di nuovo giù verso la pianura abitata con anima e corpo a braccetto mentre la sfera di universo illuminata pian piano sbiadiva, si rimpiccioliva fino a spegnersi a pochi metri dal traguardo

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8 commenti su “Pensieri di un corridore notturno

  1. marco il said:

    ….credo ke tu mi conosca….il vigile di saronno….esco anche io a correre di sera, contemplo me stesso, i miei pensieri fanno da pentagramma alle note ke la musica in cuffia posiziona direttamente tra rigo e spazio, il freddo li mantiene freschi e sudare li rende più fluidi e solventi…
    Sai Matteo, il buio spesso mi sembra una tela scura su cui disegnare i contorni usando un gesso bianco…i colori vengono da sé…

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