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Giu 24
Alla ricerca d’aria
Posted by matteoraimondi in Allenamenti on 06 24th, 2017| icon3No Comments »

Con un pezzo di formaggio in mano (quel che passa il convento del mio zainetto) scruto sotto di me il Ghiacciaio dei Camosci alla ricerca di una traccia per scendere dal versante opposto da cui ero salito.

Ero partito due ore prima da Riale (1700m di altezza) senza sapere bene dove sarei andato. Avevo bisogno di aria e più salivo, più ne trovavo. Non di corsa, perchè non ne avevo voglia, ma camminando a buon passo e in breve tempo avevo raggiunto il Lago dei Sabbioni con la sua diga, il rifugio Claudio Bruno e il Rifugio 3A a 3000m di altezza. Ora i polmoni erano di nuovo pieni e l’anima leggera.

Un sorso d’acqua recuperata dai torrenti e son di nuovo pronto. Salto nel nevaio affondando fin sopra le caviglie. Tanto fa caldo penso ignorando la neve nelle scarpe. Un passo, due passi. Il primo tratto è ripido ed inizio a correre trovandomi più a mio agio e riuscendo così a restare in superficie. In breve tempo raggiungo le rocce sottostanti ma non trovando nessuna traccia decido di ributtarmi di corsa lungo la lingua del ghiacciaio (ormai nevaio) e seguirla fino alla sua fine, quasi all’imbocco della Piana dei Camosci, 500m di dislivello più sotto.

Ormai le gambe han preso il ritmo e io le lascio girare di corsa gustandomi il paesaggio attorno. Una marmotta schizza via mostrando ancora la sua pelliccia invernale. Il sole caldo gioca tra le nubi. In breve tempo raggiungo il Rifugio Città di Busto e poi, sempre di corsa, la piana del Bettelmatt. Un sorso d’acqua dal torrente e di nuovo giù fino al Lago del Morasco. Ma di correre ne ho ancora voglia e allora faccio anche il giro del lago per poi riscendere a Riale poco più di un’oretta da quando avevo lasciato il rifugio 3A.

Tolgo lo zainetto. Controllo i polmoni.  Sembra che il livello d’aria sia di nuovo salito

Foto: il Lago dei Sabbioni visto dal Rifugio 3A

Set 17
Tor des Geants 2015 – Il Giro dei Giganti
Posted by matteoraimondi in Allenamenti on 09 17th, 2015| icon3No Comments »

D1Il maltempo si è portato via, per la maggior parte dei concorrenti in gara, quel piccolo gancio che avrebbe chiuso l’anello completamente. Un Giro, un Tor, completo da Courmayeur a Courmayeur. Ma i Geants della Val d’Aosta, i Giganti di roccia e neve, si erano accampati in quelle terre ben prima che l’uomo potesse anche solo pensare di attraversarli di corsa. E di diritto dettarono le loro leggi fin dal principio.

Anche io ieri ho voluto solcare per un piccolo tratto le rughe di questi Geants, nel tratto da Niel al Colle della Vecchia e verso il Col Marmontana risalendo, tra nebbie e pioggia, il corso della gara. Ero alla ricerca dei due amici e colleghi Mauro Colombo ed Andrea Bruna e per trovarli ho incrociato un centinaio di volti. Qualcuno conosciuto come Nicola Settembrini e Alberto Castiglioni, molti sconosciuti. Ma ognuno con una parola, coi loro volti stanchi e felici, uomini solitari che avanzavano col permesso dei Geants… fino a che loro glielo hanno permesso.

Nella nebbia tra il Colle della Vecchia ed il Marmontana incontro Mauro ed Andrea e con loro riscendo fino a Niel inD2 una discesa resa difficile dal fango e dagli appoggi irregolari. Verso le 18.30 raggiungiamo il punto di controllo. Una pastasciutta veloce e per loro altri 14 km nella notte che li porteranno, appena dopo la mezzanotte, alla base vita di Gressoney, dopo 200 km dalla partenza. Stanno bene e sono carichi per continuare l’avventura. Ma la gara è però stata da poco sospesa per maltempo e scarsa visibilità e successivamente, alle 8 di questa mattina, definitivamente annullata congelando la classifica agli ultimi passaggi nei punti di controllo. I Geants hanno nascosto i loro colli. I Geants hanno dettato le loro leggi.

Un po di FOTO. Domani alle 17.00 le premiazioni a Courmayeur. Tutte le altre informazioni sul sito del Tor Des Geants

Ago 12
Allenamento Corsa “Interval Training”
Posted by matteoraimondi in Allenamenti on 08 12th, 2015| icon3No Comments »

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Giu 15
Piove e sono felice
Posted by matteoraimondi in Allenamenti on 06 15th, 2014| icon36 Comments »

correre nella pioggia running rainPiove e sono felice. Perchè la pioggia d’estate mi ricorda l’alta e solitaria montagna. Finalmente ho un attimo per me. Stringo i lacci ed è corsa dopo parecchi giorni.

Benedetta pioggia che trasformi le strade in un mondo deserto. Devo spurgarmi queste mie orecchie dal frastuono di un’intera domenica di lavoro. Quel frastuono che ormai sempre più uomini rincorrono per riempire la solitudine di domeniche credute insensate… Ed io che rincorro il silenzio… Non giudico, capisco, certo che capisco, ma non ditemi di nasconderne l’amarezza.

Finalmente solo. Benedetta pioggia che mi nega agli sguardi. Ascolto gli scricchiolii tra le ossa mentre odoro l’asfalto. Il merlo canta e credo che canti per me. Oggi la pioggia non arrugginisce ma lubrifica. Oggi vuoi vedere che…

Si, è poco più di un mesetto che ho ripreso a corricchiare ma allenarmi sono mesi che non lo riesco più a fare. Vuoi vedere che… Un allungo. E’ macchinoso ma pur sempre un allungo. Pure il merlo lo vede e stona il suo canto. Riprovo e le gambe girano un poco meglio. Uno sguardo alle peppe ed è subito intesa. Si scrocchiano la suola. Erano mesi che aspettavano. Ed inizia il gioco.

Un gioco breve, 10 minuti al massimo. Gambe che girano veloci, gambe che girano piano. Non c’è regola, non c’è giudice, non c’è campo, non c’è avversario. Ci sono solo io, la pioggia ed un merlo che oggi canta per me.

Buona continuazione di domenica a tutti 🙂

Mag 12
Si ricomincia
Posted by matteoraimondi in Allenamenti on 05 12th, 2014| icon312 Comments »

correre in montagnaDa poco più di una settimana ho ripreso a correre… o meglio corricchiare. Uscite brevi (15′-20′) e lente (5’00”-6’00” al km). Non ho per nulla fretta perchè quando si riprende c’è da salutare il vento, c’è da salutare il sole, le nuvole, il tramonto, le montagne, l’asfalto, i boschi e come si fa ha parlottare se si va di fretta? 15′-20′ possono bastare anche se per loro dovrei stare a parlottare 15-20 ore… hanno così tanto da raccontarmi…

Si lo so devo ancora incontrarmi con la pioggia ma lei è sempre così lunatica e per ora non si è fatta ancora trovare. Ho poi un appuntamento con gli allunghi ed uno con le salite. Ma distratto come sono non mi son segnato la data… vedrò d’improvvisare. Per le ripetute sono invece io che ho nascosto l’agenda e non la tirerò fuori se non quando sarà il momento.

Intanto le scarpe d’allenamento se la ridono e sbeffeggiano le invidiose scarpette da gara. Le capisco però, cariche come sono chi le terrà più una volta rispolverate!?!?

Ott 9
Libertà di correre
Posted by matteoraimondi in Allenamenti on 10 9th, 2012| icon34 Comments »

Giornata libera dal lavoro e come mio solito decido solo un minuto prima se, come e dove allenarmi 🙂

Salgo in macchina e mi ritrovo in Alta Val FormazzaSolitudine assoluta, sole e pioggia che si baciano, colori da favola e io che corro, libero!

Per chi vuole ecco alcune >>>FOTO<<< della giornata!

Mag 8
Rideva la luna coi suoi bianchi denti
Posted by matteoraimondi in Allenamenti on 05 8th, 2011| icon311 Comments »

Rideva la luna coi sui bianchi denti e forse rideva di me che quaggiù mi allenavo nel crepuscolo della sera. Ma non mi importava perchè correvo tra l’odore del fieno che tanto mi riportava lassù, nelle calde notti di montagna.

Un’intera giornata di lavoro ad ascoltare l’uomo ed ora, alle 9 di sera,  avevo bisogno di almeno un’ora per ascolatare la natura, per ascoltare me stesso. E ce n’era d’ascoltare questa notte lungo le rive dell’Olona e nei sentieri dei boschi. Un lamentoso canto di cicale ad accompagnarmi nella mia corsa.  Una famigliola di germani che lenta ondeggiava sull’acqua stanca. Il gracidare incostante delle rane.  Il correre dei conigli selvatici. Il volteggiare irrequieto dei pipistrelli.  Lo starnazzare delle anatre. Il fruscio dell’ignoto sottobosco. Ed io che guardando il sorriso della luna con l’antico poeta gli domandavo: “Che fai, luna in ciel? Dimmi che fai, silenziosa luna?

E correvo per rilassare le gambe, per assaporare l’amata libertà, per godermi il sorgere delle stelle che sopra la testa sbocciavano ad una ad una nel blu nero della notte. Ed il tepore del giorno che declinava lo sentivo scivolare sulle gambe e sulla faccia. Neppure l’ombra scura del bosco mi poteva far paura in questa notte. Neppure le tetre luci di fari o lo scricchiolare dei rami. Niente perchè non correvo da solo ma col buon Dio che avevo voluto incontrare al termine del giorno santo. E con Lui mi gustavo la mia corsa lodandolo come fece il santo Poverello per tutte le sue creature specialmente per sora Luna e le stelle che le ha formate chiare, preziose e belle

Chi l’avrebbe detto che si poteva correre pregando! E lode vera fu l’attraversare grappoli di lucciole che sembravano ridere nella loro dolce danza. Piccole fate da un mondo lontano venute qui stanotte per far sorridere un piccolo uomo.

Ed ora dimmi luna lassù in cielo, forse ridevi perchè sapevi del bel regalo che mi avrebbe fatto il buon Dio questa notte? Ridi allora, luna in cielo, che ancor non sei paga di riandare i sempriterni calli. Tu solinga ed eterna pellegrina. Ma eterno anchio sono e funesto non fu certo il mio dì natale come straziato credeva l’antico poeta. Anzi, benedetto quel giorno e tutti quelli che ancora avrò da godere.

 

Ott 30
Con la mia ombra fin sulla Martica
Posted by matteoraimondi in Allenamenti on 10 30th, 2010| icon38 Comments »

Ci sono giorni in cui non si ha voglia di soffrire ed altri in cui ci si butta a capofitto in essa alla ricerca di se stessi, dei propri limiti, oppure per rincorrere un sogno, a volte per dimenticare, spesso, molto spesso, per sfuggire da uno stato di tristezza. Ed ieri era uno di quei giorni.

Voglia di soffrire allenandomi. Voglia di soffrire provando, anzi, credendoci di abbattere il mio record sulla salita Bregazzana-Monte Martica. 7,6 km su sterrato, 560m di dislivello fin su ai 1032m della cima.

E parto a testa bassa, sapendo di non essere in forma come quando ho realizzato il mio miglior crono, ma sapendo che lo avrei ugualmente battuto. E la mia ombra a farmi compagnia. Di tanto in tanto a precedermi. A volte a seguirmi. Ma sempre lì, in silenzio, con la sua presenza accusatrice, indagatrice. E se anche non parlava sapevo che non condivideva quello che stavo facendo. “Perchè cavolo devi soffrire spingendo a tutta su una montagna immersa nel silenzio in un venerdì mattina? Cosa ne guadagni? A chi vuoi che importi se arrivi in cima 30 secondi prima o dopo?”

E io ad ascoltarla la mia ombra ma a non volerla sentire. E salivo. E ansimavo. Gli occhi come quelli di un leone in caccia. Distratto da nulla.

Tu sei matto! Non ha senso, no che non lo ha!” Poi di nuovo dietro in un tornante ed io a provare a staccarla… ma non se ne voleva andare. Sempre lì. “Rallenta cavolo! Vuoi stramazzare di fatica?” E più lei si lamentava e più io aumentavo. Più lei voleva smettere e più io continuavo.

Cazzo, mi farai morire!” gridò l’ombra. Ed ero appena a metà strada. Foglie sotto i piedi, sole sulla faccia. E salivo. E ansimavo. E non mollavo.

Poi un tratto di difficoltà, la concentrazione che cala, la fatica che mi avvolge col suo manto stringendomi nel caldo e lei, l’ombra, a sussurrarmi parole di compassione, a coccolarmi nella mia decisione di rallentare. Ed il silenzio della quiete…

…della pace…

Ma non oggi! Ed il ruggito del Leone rimbombò per le valli ed i piedi ritornarono a spingere ed il fiato a frastornare l’aria! “Non potrò seminarti, ombra mia, ma potrò sempre ignorarti“. E lei pensò e poi capì, mi si affiancò e assieme arrivammo fino in cima. 37’58”, ben 1 minuto in meno del precedente record!

Certo, può non aver senso, può sembrare una pazzia, può apparire una fissazione, ma alla fine, lassù in cima, ero felice!

 

Ott 10
Prima settimana di ripresa
Posted by matteoraimondi in Allenamenti on 10 10th, 2010| icon34 Comments »

La prima settimana di preparazione invernale combaciava con l’ultima settimana di ferie dell’anno ed il risultato è stato ottimo. Ore di sonno arretrato godute in pieno, passeggiate solitarie ed in compagnia in montagna, ripresa graduale degli allenamenti, mangiate colossali, il tutto con molta tranquillità e con tutto il tempo di recuperare tra un allenamento e l’altro. Praticamente una vita da signori!!! Da metà settimana in poi ho avuto sempre un po’ di mal di testa e fiacchezza forse a causa dell’influenza che sta afferrando un po’ tutti in questo periodo però tutto sommato non mi ha fatto rinunciare a nulla.

Domenica 3 ottobre
45′ di corsa a 4’30” di media

Lunedì 4 ottobre
Mattina: 20′ di corsa + potenziamento gambe e busto
Pomeriggio: 50′ di corsa collinare

Martedì 5 ottobre
Mattina: 1h10′ di corsa in montagna
Pomeriggio: 20′ di corsa + potenziamento busto + 4 allunghi

Mercoledì 6 ottobre
Camminata in montagna fino ai 2700m della Forcella d’Aurona (Alpe Veglia)

Giovedì 7 ottobre
Mattina: 40′ di corsa + potenziamento busto e gambe
Pomeriggio: 15′ di corsa + sprint in salita 10x120m + 1km a 2’59” + 5′ di corsa

Venerdì 8 ottobre
1h05′ di corsa collinare + potenziamento busto

Sabato 9 ottobre
Mattina: camminata in montagna (in teoria volevo allenami ma poi mi è passata la voglia)
Pomeriggio: 30′ di corsa collinare

Domenica 10 ottobre
Mattina: camminata in montagna (come ieri)
Sera: 1h di corsa in leggera progressione da 4’20” a 3’25” (media finale di 3’50”)

E da settimana prossima si ritorna ad allenarsi una sola volta al giorno con l’obbiettivo comunque di aumentare il chilometraggio, di potenziarsi e di iniziare ad inserire qualche lavoro poco stressante come il fartlek, i progressivi e gli sprint in salita.

Foto: stambecco fotografato in Alpe Veglia

 

Set 1
Salita Mendrisio – Monte Generoso
Posted by matteoraimondi in Allenamenti on 09 1st, 2010| icon36 Comments »

C’era una montagna da milioni di anni, c’era un sentiero da un centinaio di anni, c’era un’impresa da realizzare da una decina di anni e c’era il 31 agosto 2010.

L’impresa è di quelle che nascono nel cuore dell’infanzia e che crescono segrete nell’attesa del giorno prestabilito. Sono imprese magari semplici per chi le guarda da fuori ma cariche di significato per chi le ha coltivate per così tanti anni, e aspettate. E quella che vi sto per raccontare è l’impresa che l’amico Max Montagna ha voluto compiere ieri, ultimo giorno d’agosto, e condividere con me.

Alle 10 di mattina siam belli che pronti alla periferia di Mendrisio (400m s.l.m.) con gli zainetti da corsa in montagna sulle spalle e 1300m di dislivello sopra la testa da percorrere. Si parte pieni di entusiasmo, di corsa, lungo i primi tornanti in asfalto che portano al paesino di Salorino. Ma il nostro itinerario non prevede strada asfaltata e dopo 1 km e varie richieste di indicazioni imbocchiamo l’inizio della mulatiera che ci porterà verso la nostra meta, verso la cima del Monte Generoso.

Si corre in silenzio, col ritmico sciabordare dell’acqua nello zainetto, nell’ombra del bosco. Solo qualche parola scambiata nei rari tratti in falsopiano per poi ritornare a parlare con se stessi lungo i tornanti ciottolosi della salita. Corriamo bene, controllando la fatica e guardando luoghi che per me si scoprono per la prima volta mentre per Max sono frammenti d’infanzia che ritornano a galla.

E si sale quasi dimenticandosi del tempo che passa fin quando raggiungiamo Bellavista con la sua strada asfaltata che arriva da Mendrisio e con la sua stazione. Attraversiamo i binari a cremagliera del trenino e riprendiamo a salire.

Ora il sentierino è bello duro intrecciato tra le radici dei faggi che ancora ci fanno ombra nella nostra salita. Ora anche io ho ricordi d’infanzia di questi luoghi quando scendevo di corsa tra le radici con le foglie d’autunno che arrivavano alle ginocchia. E favole di elfi e nani che echeggiavano nella mia mente di bimbo ora ritornano come  immagini in controluce di cui riconosci bene il contorno ma di cui fai fatica a vederne il contenuto.

E si sale per poi sbucare là dove il panorama si apre d’improvviso sulle verdi valli svizzere con i loro pascoli e le loro capanne sparse qua e là come vecchi giocattoli abbandonati da un bambino capriccioso. E capriccioso deve essere stato pure quell’uomo che ha costruito sì con sudore ma certamente con meschinità quell’ultima scalinata in pietra che porta all’arrivo del trenino. Sembrano 200m ma a conti fatti è più di 1 km. Interminabile ma esaltante. Con lo sguardo cerco i vecchi fossili impressi sui lastroni scoperti molti anni prima nelle mie camminate e incontrandoli di nuovo nella mia salita di corsa mi danno gioia. Il sole è di quello che scalda le ossa mentre il vento inizia ad ululare tra l’erba. Incito Max che sta per compiere la sua impresa e più la fatica si fa sentire e più sarà bello arrivare in cima.

La scalinata di pietra finisce ma noi saliamo ancora. Ultimi 100m di dislivello per raggiungere la cima con il sentiero che s’impenna nel prato ed i polpacci che spingono ignorando il loro dolore. Le cosce vorrebbero esplodere ma ormai siamo arrivati. Ultimi metri e ce l’abbiamo fatta. Il GPS segna 1704 m sul livello del mare. La cima del Monte Generoso è stata conquistata. L’impresa dell’infanzia realizzata. Grande Max!

E nel vento della cima ci godiamo il panorama! Poi sole, discesa camminando, uva matura a riempir la pancia e corsa sul tortuoso percorso di 2 km di Mendrisio.

Foto: In alto partenza da Mendrisio, in basso cima del Monte Generoso.

 

Giu 17
Quotidiano dopolavoro di un podista estivo
Posted by matteoraimondi in Allenamenti on 06 17th, 2010| icon38 Comments »

Il boato di un tuono mi sveglia che sono già le 17.30 e guardo intontito fuori dal finestrino bagnato della macchina. Il cielo è ancora nero come il culo di un corvo ma per fortuna ha smesso di piovere. “Devo essermi addormentato“, penso tra me e me stirandomi la schiena. Ero arrivato all’imbocco della mulattiera che dalla Bregazzana porta fin su ai 1032m del Monte Martica ben 30 minuti prima ma dal momento che pioveva a dirotto avevo deciso di chiudere gli occhi solo 2-3 minuti…

Deve essere un periodo che ho sempre sonno perchè anche questa mattina mi son svegliato di soprassalto alle 6.20. Maledetta sveglia che di tanto in tanto si diverte a non farsi sentire! Faccio tutto di volata e alle 7h sono alla Decathlon per scaricare il camion. Verso mezzogiorno ho mezzora di pausa. Voglio mangiarmi una bella e sana pastasciutta ma dove la vendono c’è coda (io ooodio la coda!!!) Penso già di dirottare su un pezzo di pizza quando mi accorgo che al McDonald’s non c’è nessuno. “Ma sì, due o tre volte all’anno si può fare!” E via di patatine, hamburger e Coca Cola. Son quasi le 16.00 quando esco dal lavoro. Ho in programma un allenamento in salita che mi stuzzica già dal giorno prima e nonostante le gambe pesanti da 8 ore in piedi mi dirigo con la macchina verso Varese. Voglio provare ad abbatere il mio personale sulla salita Bregazzana-Monte Martica, una mulattiera tutta sterrata di 7,6 km con 560 m di dislivello positivi fin su ai 1032 m della cima.

Più mi avvicino a Varese e più il cielo si scurisce come se qualcuno si stesse divertendo a gettar secchiate di pece nell’aria. Le cime in lontananza sono come teste nascoste sotto cappelli di pioggia e fulmini. Sorpasso il centro della città giardino, il quartiere Sant’Ambrogio e parcheggio la macchina nei pressi del paesino della Bregazzana all’imbocco della mulattiera. Sono le 17.00. Piove a dirotto e decido d aspettare alcuni istanti. “Chiudo gli occhi solo due o tre minuti“, penso, “e poi…

Il boato mi fa sobbalzare. Non piove più e allora giù dalla macchina. Mi cambio indossando un paio di pantaloncini e una maglietta aderente invernale a maniche corte che con i 15° che ci sono lì ai 470 m di altezza ed i 7-8° che troverò ai 1032 m della cima va benissimo.

E via che si parte. Fa freddino e allora da subito imprimo un bel ritmo. Il fondo, per chi non lo conosce, non è regolare ma è un susseguirsi di sassi e rocce calcaree che escono dal terreno come guglie di un castello sommerso. E mi piace perchè così si allenano caviglie e riflessi. Dopo circa 3 km si sbuca su Pian Val Des, un pianoro panoramico sopra Rasa che domina sul Sacro Monte di Varese e sulle cime innevate della svizzera. Guardo in alto e la croce del Monte Chiusarella si staglia luminosa sul nero cielo da temporale. Per raggiungerla mi aspettano ancora un bel pò di tornanti di corsa ma dovrò andare ancora oltre. Nel raggio di km non c’è anima viva ed il sapore di rocce ed erba bagnata mi fa sentire come in ferie sulle alte vette dolomitiche pur essendo a neppure un’ora da casa. E mi godo la fatica dell’ascesa nella solitudine della natura.

Appena oltrepassato il Monte Chiusarella si passa dalle rocce affilate calcaree a quelle rotondeggianti riolitiche. Aumento ancora il ritmo fino ad arrivare una decina di minuti dopo ai 1032 m del Monte Martica. L’orologio dice 38’59”. Ben 3’30” meglio del mio precedente personale (42’22”). E’ proprio un periodo di estrema forma!

Mi guardo attorno alcuni istanti assaporando la consapevolezza di aver compiuto tutto bene in questo giorno e di aver terminato il mio lavoro, il mio doppio lavoro. Ora, dopo aver goduto la fatica della salita, mi godo la tranquillità della discesa gustandomi il cinguettio degli uccelli, le cime innevate della Svizzera, i canaloni selvaggi che strapiombano verso la Val Ganna, il profumo di rododendri bagnati sulle rocce, le nubi che risalgono bianche nelle gole come dita di un fantasma, i punti panoramici nascosti ai più. Ogni tanto faccio qualche deviazione sulle creste provando quel bel senso di libertà. Attorno il cielo rimbomba e più che tuoni sembrano cannonate. I fulmini in lontananza sembrano avvicinarsi. Allora aumento un po’ il passo per sfuggire al nuovo temporale in arrivo ma appena sotto il Monte Chiusarella ecco spuntare sul sentiero a due metri da me un piccolo cinghiale. Mi guarda e schizza via nel bosco. Non voglio perdermi questo spettacolo e mi lancio oltre la soglia del sentiero al suo inseguimento. Il rumore dei suoi zoccoli rimbomba sul terreno mentre il frustare dei rami e delle foglie mi percuote la faccia. Schivo gli arbusti tenendo gli occhi fissi su questo spettacolo di animale. Ma lui ha 4 zampe e sembra un diavolo assatanato nel fuggire e nel giro di 1′ lo perdo di vista.

Annaspo tra le foglie del bosco ed inizia a piovere. Lentamente risalgo il crinale e sotto un diluvio tropicale proseguo la mia discesa di corsa. All’inizio sono un po’ curvo con gli occhi semichiusi, come nella classica postura di chi è sotto l’acqua senza ombrello e pensa in quel modo di non lavarsi. Ma poi ecco passarmi davanti agli occhi due passerotti. Non hanno che le piume per coprirsi. Ed io che ho anche calzoncini e maglietta mi devo lamentare? Rilasso occhi e schiena e mi godo questi ultimi 25′ di corsa in discesa.

Arrivo alla macchina dopo 1h30′ di corsa bagnato ma felice di questo mio quotidiano dopolavoro di un podista estivo!

E per chi vuole rileggere una mia giornata tipo di lavoro-allenamento nel periodo invernale scritta in ottobre guardi QUA.

 

Apr 11
Ad inseguire la mia ombra
Posted by matteoraimondi in Allenamenti on 04 11th, 2010| icon34 Comments »

L’intenzione era quella di andare a correre al vivicittà di Genova ma le iscrizioni già chiuse e il male al ginocchio per una botta che mi son preso ieri e che non mi fa piegare bene la gamba, mi hanno fatto decidere di non gareggiare. E se anche avessi voluto correre nelle competizioni della zona (Brenta, Serravalle, Borgo Vercelli, Robecco, Graglia) non avrei potuto dal momento che mi son svegliato quando il rumore dello sparo della partenza di queste gare si era già disperso da un pezzo nell’aria delle nostre province.

E allora a guardare i primi km della Maratona di Milano alla TV con Dereje Rabattoni a far da lepre alle prime donne e con il collega Mauro Colombo disperso nella bolgia della partenza a sgomitare per poi chiudere la sua mezza in 1h43′.

E finalmente anche io ad inseguire la mia ombra che compariva e scompariva, a seconda della luna del sole, sugli sterrati ed i sentieri tra Torba, Castelseprio, Castiglione, Gornate Olona, il Piccolo Stelvio e Lozza. Alla fine una buona oretta di corsa finendo in progressione a 3’20” al km.

 

Mar 18
Allenati con Noi – 25 aprile a Caravate (VA)
Posted by matteoraimondi in Allenamenti on 03 18th, 2010| icon31 Comment »

Allenati con Atletica Palzola è un’idea nata dal fatto che diversi atleti della nostra società provengono da posti non vicinissimi tra loro: chi dal varesotto, chi dal saronnese, chi dal novarese, chi dall’Ossola… perchè non trovarci un giorno al mese in un posto diverso per allenarci in compagnia? La proposta, aperta anche e sopratutto ad atleti di altre società e di qualsiasi livello di preparazione e di forma, è la seguente:

  • Ogni mese verrà segnalata sul sito dell’Atletica Palzola nella sezione ALLENATI CON NOI una data, un posto e un’ora. Ovviamente in modo che non ci siano coincidenze con gare.
  • L’allenamento sarà diverso a seconda della stagione e verrà proposto sempre in questa sezione, poi ognuno è libero di decidere se farlo tutto, una parte o di più.
  • Lo scopo dell’allenamento in compagnia è quello di stare insieme, ritrovarsi e mettere alla prova la propria preparazione con gli atleti che normalmente si incontrano in gara.
  • Ci si trova il giorno concordato direttamente sul posto: chi può viene, chi non può nessun problema… la cosa è del tutto libera.
  • L’arco geografico che sarà interessato riguarderà in linea di massima le province di Novara, Varese, Verbania.

La cosa secondo noi più bella di questa iniziativa è il fatto che è rivolta anche ad altri atleti che non corrono con la nostra squadra. Chi può partecipare? Tutti! Giovani, meno giovani, senza limiti di prestazioni o altro. Vi aspettiamo numerosi con la certezza che più si è e più ci si diverte. Condividere la fatica di un allenamento è infatti una lezione per la vita che solo lo sport può insegnare!

Ed ecco la Prima Tappa:

  • DATA – 25 marzo 2010
  • ORA – 17.30
  • LUOGO – Caravate (VA), davanti al Campo Sportivo del Paese (via Campo Sportivo)
  • ALLENAMENTO – 30′ di riscaldamento, stretching, 5×1000m con 3′ di recupero, defaticamento.
  • TERRENO – Sterrato

Tutte le informazioni le potete trovare, oltre che sul sito dell’Atletica Palzola sotto la voce PROPOSTE, anche nella pagina VARIE di questo Blog.

 

Mar 4
Ciao cross vi saluto
Posted by matteoraimondi in Allenamenti on 03 4th, 2010| icon32 Comments »

Matteo Raimondi 7Il periodo dei cross è finito e con esso anche gli allenamenti specifici per queste gare. Le scarpe chiodate vanno per il momento nello scaffale e non se ne staranno più spaparanzate per casa spargendo terra e fango un pò ovunque, cosa che negli ultimi 3 mesi ha fatto imbestialire le mie povere sorelline…

Abbandono quindi le ripetute nei prati con le chiodate che mi hanno accompagnato nei mercoledì o giovedì delle settimane invernali e che mi hanno dato la giusta grinta sia muscolare che mentale per affrontare i numerosi cross della stagione appena finita. Da metà novembre a metà febbraio ne ho corsi 8 (intervallati a 3 gare su strada che mi hanno visto sempre vincitore).

Con la fine dei cross abbandono, o meglio diminuisco, anche il potenziamento muscolare sia per le gambe che per gli addominali che comunque mi hanno aiutato nell’assetto della corsa.

E dopo una settimana, quella scorsa, in cui ho solo corso per il piacere di farlo con all’interno anche due lunghi in vista della mezza di Piacenza, in questa settimana ho iniziato la preparazione per la nuova stagione di corse su strada e montagna. E martedì ho ripreso a fare le ripetute in pista dopo alcuni mesi che le avevo archiviate: 2000m (6’28”) – 1600m (5’07”) – 1200m (3’45”) – 800m (2’25”) – 400 (1’09”) con recupero di 400m corricchiando. Oggi avevo in mente di fare dei 400m ma dal momento che ero particolarmente stanco per i miei impegni extrasportivi ho scelto di fare un fartlek leggero per far girare le gambe in vista della Mezza di Piacenza di domenica prossima 7 marzo dove, con la squadra, faremo gita sociale partendo sabato pomeriggio.

E poi, nei giorni di sole, tra un turno e l’altro di lavoro alla Decathlon, libero sfogo alle corse sui sentieri di montagna.

Ciao ciao amici cross, ci si rivede l’anno prossimo.

 

Mar 4
Allenati con Noi – Iniziativa Atletica palzola
Posted by matteoraimondi in Allenamenti on 03 4th, 2010| icon37 Comments »

Allenati con NoiAllenati con Atletica Palzola è un’idea nata dal fatto che diversi atleti della nostra società provengono da posti non vicinissimi tra loro: chi dal varesotto, chi dal saronnese, chi dal novarese, chi dall’Ossola… perchè non trovarci un giorno al mese in un posto diverso per allenarci in compagnia? La proposta, aperta anche e sopratutto ad atleti di altre società e di qualsiasi livello di preparazione e di forma, è la seguente:

  • Ogni mese verrà segnalata sul sito dell’Atletica Palzola nella sezione ALLENATI CON NOI una data, un posto e un’ora. Ovviamente in modo che non ci siano coincidenze con gare.
  • L’allenamento sarà diverso a seconda della stagione e verrà proposto sempre in questa sezione, poi ognuno è libero di decidere se farlo tutto, una parte o di più.
  • Lo scopo dell’allenamento in compagnia è quello di stare insieme, ritrovarsi e mettere alla prova la propria preparazione con gli atleti che normalmente si incontrano in gara.
  • Ci si trova il giorno concordato direttamente sul posto: chi può viene, chi non può nessun problema… la cosa è del tutto libera.
  • L’arco geografico che sarà interessato riguarderà in linea di massima le province di Novara, Varese, Verbania.

La cosa secondo noi più bella di questa iniziativa è il fatto che è rivolta anche ad altri atleti che non corrono con la nostra squadra. Chi può partecipare? Tutti! Giovani, meno giovani, senza limiti di prestazioni o altro. Vi aspettiamo numerosi con la certezza che più si è e più ci si diverte. Condividere la fatica di un allenamento è infatti una lezione per la vita che solo lo sport può insegnare!

Ed ecco la Prima Tappa:

  • DATA – 25 marzo 2010
  • ORA – 17.30
  • LUOGO – Caravate (VA), davanti al Campo Sportivo del Paese (via Campo Sportivo)
  • ALLENAMENTO – 30′ di riscaldamento, stretching, 5x1000m con 3′ di recupero, defaticamento.
  • TERRENO – Sterrato

Tutte le informazioni le potete trovare, oltre che sul sito dell’Atletica Palzola sotto la voce PROPOSTE, anche nella pagina VARIE di questo Blog.

 

Gen 8
Occhi chiusi, occhi aperti
Posted by matteoraimondi in Allenamenti on 01 8th, 2010| icon32 Comments »

Allenarsi la notteTrovo un certo piacere correre al buio nelle sere d’inverno quando attorno il mondo sembra lontano e quando le strade ed i boschi ti avvolgono con le loro luci offuscate. Sei lontano dagli occhi dei passanti e ti senti libero di far qualche pazzia.

Anche ieri sera, verso le sette, sono uscito a corricchiare e divertendomi ho iniziato a percorrere alcuni tratti ad occhi chiusi lungo una via non trafficata dalle macchine ed illuminata dalla sola luna. Due-tre secondi di corsa senza aprire gli occhi. Bello! Voglio provare ancora. Memorizzo i prossimi passi con i possibili ostacoli e di nuovo buio assoluto per quattro-cinque secondi. Ti senti più libero, leggero. E’ una strana sensazione. Ancora: sei secondi. Ora voglio fare il record. Quattro, cinque, sei, sette, ott… splans!

Centrata in pieno una bella e fumante margherita lasciata lì da chissà quale animale. Borbottando tra me continuo a corricchiare trascinando a terra il piede umiliato nel tentativo di pulirlo.

Trovo un certo piacere correre al buio nelle sere d’inverno quando attorno il mondo sembra lontano e quando le strade ed i boschi ti avvolgono con le loro luci offuscate. Sei lontano dagli occhi dei passanti e se per caso ti viene in mente di fare qualche pazzia… ecco, ricordati di farla con almeno un occhio ben aperto!

Ps. Dicono in giro che porti fortuna. Sarà ma a me schiacciare una cacca mi da l’impressione che porti solo una certa fragranza…

 

Dic 1
Il Blu, il Bianco e l’Oro
Posted by matteoraimondi in Allenamenti on 12 1st, 2009| icon3No Comments »

corsa nella neveCome i colori che ho incontrato oggi lungo la salita di corsa al Monte Martica: il blu del cielo, il bianco della neve, l’oro dell’erba secca baciata dal sole. Emozioni oltre che allenamento.

Le piogge di domenica e lunedì hanno portato la neve su molte vette lombarde e già all’altezza di 700 m slm ho incontrato uno strato di neve lungo la forestale che dal paesino di Bregazzana (470 m) porta alla cima del Monte Martica (1032 m). Inizilmente era uno straterello di 1-2 cm per poi trasformarsi in un morbido manto di 10-15 cm dove correre era una goduria.

Lo scricchiolio dei passi sulla neve ancora immacolata si abbracciava al ritmico ansimare della salita, unici rumori trasportati dal lieve vento verso le cime innevate che accompagnavano maestose e silenziose la mia scalata. La mia ombra, sul bianco sentiero, mi precedeva di alcuni passi leggermente inclinata verso sinistra come a voler accarezzare l’oro dell’erba secca baciata dal sole. E tra le valli la nebbia saliva lenta a separarmi dal mondo là sotto. Un passero svolazza via, un ramo lascia cadere la sua neve, un sorriso mi sorge sul viso.

E nel scendere una sola, semplice fila di passi nella neve.